
{"id":8689,"date":"2019-11-21T18:08:29","date_gmt":"2019-11-21T18:08:29","guid":{"rendered":"http:\/\/bonomogallery.com\/?p=8689"},"modified":"2020-10-12T19:08:47","modified_gmt":"2020-10-12T19:08:47","slug":"calixto-ramirez-dicen-que-dicen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bonomogallery.com\/en\/calixto-ramirez-dicen-que-dicen\/","title":{"rendered":"CALIXTO RAM\u00cdREZ Dicen que dicen"},"content":{"rendered":"\r\n\r\n\r\n<h3 style=\"text-align: center;\">Dal 19 al 27 Novembre &#8211; Galleria Alessandra Bonomo<\/h3>\r\n<p><br \/>&#8220;Dicen que dicen (2014) is an action recorded in video lasting barely thirty-one seconds, where the frame contains a stage produced by the evident stillness that results from the chromatic cut between a cool color (the sky) and a warm one (the sand). This composition is violently shattered by a body running away from something\u2014no one knows exactly from what or why. At the end, the body falls.<br \/>The micro-action of the fall is a metaphor to talk about a context that continuously forces risky escape; it could be that of drug trafficking in Mexico, in Italy or in Morocco, where I made this video. Dicen que dicen relates to the impossibility of knowing what really happened. The interpretation of the geographical dislocation in relation to the gesture<br \/>situates us in a non-place, at the same time that it augments the level of confusion in which we find ourselves.&#8221;<\/p>\r\n<p>Calixto Ramirez (Reynosa Tamaulipas, 1980) Vive e lavora tra il Messico e l\u2019Europa. Ha studiato Arti visive presso la Scuola Nazionale di Pittura, Scultura e Incisione La Esmeralda nel periodo 2004-2008. Nel 2007 ha ottenuto uno scambio con l&#8217;Universit\u00e0 Nazionale della Colombia. Nel 2009 ha studiato con il maestro Jannis Kounellis dal quale nel 2013 \u00e8 stato invitato in Italia, dove \u00e8 rimasto fino al 2018. Ha esposto individualmente in Messico &#8211; presso il Museo di Citt\u00e0 del Messico, il Museo di Arte Contemporanea Carrillo Gil, Scuola Superiore di Musica e Danza di Monterrey e la galleria Yautepec &#8211; in Italia presso il Museo del &#8216;900 Castel Sant&#8217;Elmo, nonch\u00e9 gli Stati Uniti, l&#8217;Austria, la Croazia e la Francia. Ha partecipato a mostre collettive in Messico &#8211; tra cui il Palacio de Bellas<br \/>Artes e Museo di Arte Moderna &#8211; cos\u00ec come in Argentina, Austria, Belgio, Colombia Francia, Germania, Grecia, Olanda, Italia, Slovenia, Spagna, U.S.A e Uruguay. Nel 2018 \u00e8 stato selezionato per il Talent Prize (Insideart), nel 2015 \u00e8 stato vincitore del premio Livello 0 in Art Verona e residente a Casa Wabi, Oaxaca, in Messico. Nel 2009 \u00e8 stato selezionato nel programma di residenza di Fundaci\u00f3n Marcelino Bot\u00edn in Spagna e ha vinto il premio J\u00f3venes Creadores da Tamaulipas, M\u00e9xico. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Spagna, Italia, Messico, Croazia e Stati Uniti.<\/p>\r\n<p><em>Il lavoro di Calixto Ram\u00edrez si colloca in una linea di confine tra gioco e pericolo. L\u2019artista sembra mettere a repentaglio la propria incolumit\u00e0 in imprese del tutto prive di utilit\u00e0; ed \u00e8 proprio questa tensione tra rischio e futilit\u00e0 a conferire alle sue performance un carattere grottesco e ironico. La produzione di Ram\u00edrez pu\u00f2 essere letta come un tentativo di scoperta del mondo attraverso lo \u201cstrumento\u201d principale di cui dispone: il proprio corpo. \u00c8 il corpo la misura della realt\u00e0 circostante, il mezzo di cui l\u2019artista si serve per le sue performance, concepite come vere e proprie esplorazioni sul paesaggio e dello spazio della citt\u00e0. Esplorazioni che comportano cadute, accidenti, incontri inaspettati. Il corpo diventa un elemento con cui fendere il paesaggio e sul quale, a sua volta, il<\/em><br \/><em>paesaggio pu\u00f2 lasciare una traccia.<\/em><\/p>\r\n<p style=\"text-align: right;\">Saverio Verini, 2016<\/p>\r\n<p><em>La strategia cognitiva e poetica adottata dall\u2019artista, anche fisicamente, \u00e8 la versione vivente dell\u2019Homme chi marche di Giacometti, con la sua figura smilza e slanciate tendente all\u2019elevazione spirituale, prevede il nomadismo, il vagabondaggio e l\u2019attraversamento casuale dei luoghi in cui \u00e8 chiamato a esporre. Il nomadismo \u00e8 gi\u00e0 alla base un elemento strutturante e fondante, per un artista messicano che ha vissuto in Italia, e che ha nel suo bagaglio culturale e formativo sia le esperienze americane (nord e latinoamericane) sia quelle europee.<\/em><br \/><em>Ram\u00edrez si insinua tra le pieghe delle ore dei giorni, il suo corpo si trasforma nella citt\u00e0 \/ paesaggio che lo ospita, e la restituisce agli occhi di tutti. All\u2019occhio di chi comprende.<\/em><\/p>\r\n<p style=\"text-align: right;\">Gaetano Centrone, 2018<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 19 al 27 Novembre &#8211; Galleria Alessandra Bonomo &#8220;Dicen que dicen (2014) is an action recorded in video lasting barely thirty-one seconds, where the frame contains a stage produced by the evident stillness that results from the chromatic cut between a cool color (the sky) and a warm one (the sand). 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