SABINA MIRRI – Gonna be a cult character. 18 febbraio 2020

February 5, 2020

Personale di Sabina Mirri con un intervento di Sandro Chia

La Galleria Alessandra Bonomo è lieta di annunciare la mostra di Sabina Mirri che inaugurerà il prossimo 18 Febbraio alle ore 18.00.

L’artista che ama definirsi svizzera-romana, vive e lavora a Petrolo, in provincia di Arezzo. In occasione di questa esposizione presenta una nuova serie di collage in carta velina, montati su pannelli di legno, alcuni disegni e lo Studiolo, liberamente ispirato al San Girolamo di Antonello da Messina, una vera e propria “scultura abitabile”, lo studio utilizzato dalla stessa artista per le sue ideazioni e la riflessione progettuale, già esposto a Pisa nel 2017.

Come una navicella spaziale lo Studiolo raccoglie testimonianze, pianeti, frammenti di galassie. I suoi scomparti ospiteranno i disegni di Sandro Chia, artista al quale Sabina si sente particolarmente legata, avendo esordito come artista della Post Transavanguardia.

La serie di collage, carte veline colorate molto sottili e leggere, alcune più trasparenti altre opache, si sovrappongono creando una narrazione. Giochi di luci ed ombre, questi ritagli di carta costruiscono e formano nuove tonalità di colore come fossero pigmenti sulla tavolozza, una pittura materica che si dipana sulla superficie in maniera compatta ma donando una sensazione di liquidità e di trasparenza di velature. Prima di articolare il papier collé, l’ossatura è definita dal disegno ed un’ulteriore rifinitura viene apposta al di sopra delle sagome con il carboncino.

Protagonisti dei collage e dei pastelli sono spesso lepri umanizzate “destinate a diventare personaggi di culto” con tanto di tacco a spillo, idolo transgender, sigaretta accesa e fare sprezzante. Disteso su una chaise longue alla Madame Récamier di Jacques-Louis David la nostra futura star si abbandona ai piaceri dell’alcol e del fumo. La campana di una lampada a sospensione, che ricorda la stilizzazione della cupola di San Pietro, piomba dall’alto attraendo ed incubando con i suoi raggi la testa del personaggio.

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Sabina Mirri (Roma) si definisce svizzera-romana, vive e lavora nella tenuta di Petrolo, a Mercatale Valdarno (Arezzo).

Esordisce negli anni ’80 con le prime rassegne dedicate da Achille Bonito Oliva alla Post transavanguardia. Si è poi trasferita a New York, dove ha esposto alla Galleria Annina Nosei in mostre personali e collettive.

Ha preso parte a numerose biennali: 1983, la Biennale Trigon, Graz; la XIII Biennale di Parigi e la XVIII Biennale di San Paolo; nel 1989, la Biennale Internazionale dell’Arte di Istanbul e la Biennale d’Arte Contemporanea di Guimares, in Portogallo; nel 1985 ha partecipato alla collettiva A New Romanticism. Sixteen Artists from Italy, Hirshhorn Museum, Washington; nel 1991 alla mostra 60-90: trenta anni di avanguardie romane, a cura di Laura Cherubini, Palazzo dei Congressi, Roma; nel 1993 alla mostra. Tutte le strade portano a Roma, a cura di Achille Bonito Oliva, Palazzo delle Esposizioni, Roma.

Tra le personali più recenti: nel 2005, Quadri succulenti, Galleria Francesca Antonacci, Roma; nel 2007 Figli della poesia, a cura di Edith Shloss, Keats Shelley House, Roma; nel 2010 Con caffè con panna, Rhode Island School on Design (RISD); nel 2013, Stretching-Sketiching, Danziger House, New York; Sabina MirriElisabetta Rasy, Oneroom, Roma; nel 2017 Inventario (provvisorio) dello studio d’artista, Galleria Passaggi Arte Contemporanea a Pisa.

Tra le collettive: nel 2009, Collezione Dessì, a cura di Achille Bonito Oliva, Palazzo Bernini Roma; nel 2011, Nascor 2-tra arte e natura, Fondazione Studio Carrieri Noesi Martina Franca; nel 2013, Ritratto di una città #2. Arte a Roma 1960-2001, Macro, Roma; Pubbliche intimità a cura di Silvana Vassallo, Bologna.