Finissage + Talk: LUPA meets Myriam Laplante

settembre 10, 2018

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Finissage + Talk:

LU.PA meets Myriam Laplante

TALK pubblico a cura di Spazio Y

giovedì 13 settembre 2018 ore 19:00

Spazio Y – Via dei Quintilii, 144 Roma

In occasione del finissage di OLO o della danza del tutto del duo LU.PA (Lulù Nuti & Pamela Pintus ), le artiste incontrano il pubblico per presentare un focus sulla propria ricerca artistica, in dialogo con la performer Myriam Laplante.

Partendo dall’analisi del lavoro pensato per Spazio Y, all’interno del ciclo espositivo Dialogues, che invita coppie di artisti a realizzare lavori site specific, si ripercorrerà il processo di definizione dell’opera.

OLO o della danza del tutto, inaugurata lo scorso 29 aprile, al tramonto, con un’azione durata 24 ore, ha visto le due artiste coinvolte in un confronto serrato con i limiti del proprio corpo e con le dinamiche di relazione a due, attraverso un’intensa interazione con lo spazio architettonico dove sono rimaste chiuse.

La performance ha previsto inoltre il coinvolgimento del pubblico che, attraverso una prospettiva “voyeuristica”, ha potuto assistere alla performance attraverso dei fori praticati sul muro, entrando così a far parte dell’azione in quanto osservatore. Chiuse negli appena 12 mq dello spazio espositivo le artiste, scambiandosi initerrottamente i ruoli, hanno tracciato una linea continua, i cui segni sono stati restituiti al pubblico, all’apertura dello spazio così trasformato, insieme ad un video che ha documentato l’intera performance.

L’incontro sarà spunto per approfondire il percorso fatto finora dalle due artiste, e più in generale, per riflettere sulla performance, sulle sue naturali evoluzioni e su quanto l’artista metta ancora in gioco una sfida con il proprio corpo, insieme con una delle più note performer della scena contemporanea, Myriam Laplante.

Durate l’appuntamento sarà possibile acquistare l’opera a tiratura limitata, frutto della collaborazione delle due artiste, con la cui vendita si sostiene l’operato di Spazio Y.

LU.PA

Si cela dietro l’immagine animale, al contempo reale e mitica, generatrice e mortale, il duo LU.PA, nato a Roma nel 2017, dalle due artiste Lulù Nuti e Pamela Pintus. Un riferimento non iconico ma semantico, giacché nei molteplici ruoli che le parole assumono si dipana in gran parte l’azione del duo. Per google translate “Lupa”, in diverse lingue, significa “dimenticare”, ma anche “lente d’ingrandimento” e “loop”. Credendo che il caso non esista e interpretando i segni che uniscono i vissuti individuali come segnali d’azione, il duo si appropria delle definizioni che il web suggerisce e ne trae la sua identità. Questo sistema di pensiero, fatto di casi, simbologie e analogie, nonché la volontà di porre una lente d’ingrandimento su alcune dinamiche, alcuni linguaggi, strumenti e fatti del contemporaneo sono alla base del loro lavoro. Attraverso l’esplorazione del rapporto con l’alter, imposto dalla natura del duo, inoltre, LU.PA vuole analizzare e rivelare i sistemi che regolano le relazioni umane nel XXI secolo. Per questo i progetti di LU.PA nascono spesso da azioni performative in cui entra in gioco la relazione nel suo significato più ampio.

Uno degli strumenti privilegiati di riflessione è il web, utilizzato come sfera di cristallo e prisma. Del primo si recupera l’aspetto misterico, il fascino della scoperta di ciò che la Rete di volta in volta restituisce; del secondo si adotta la molteplicità: la Rete infatti restituisce uno spettro caleidoscopico di significati ed immagini che il duo analizza e trasforma, alla ricerca di inedite connessioni, attuando una meta-riflessione su prodotti e processi, mettendo in evidenza il cortocircuito semantico e semiotico che subiscono i concetti e le parole.

LU.PA crea cortocircuiti e inedite analogie, LU.PA crea una conoscenza trasversale, non necessariamente veritiera e attendibile, ma certamente utile ad innescare riflessioni profonde e destabilizzanti.

Myriam Laplante

Artista canadese che vive e lavora a Bevagna (Pg), in uno stato di dubbio permanente. Il suo lavoro è una parodia del mondo, assurda e cinica, malinconica e perturbante. Il suo lavoro, a volte crudo e mordace nasce da una iconografia poetica, bizzarra e fantastica.

Le sue performance, installazioni, sculture, fotografie e disegni sono stati estesamente presentati in spazi occupati, gallerie e musei in Europa, Nord America e in Asia.

Sue opere sono presenti nelle collezioni di spazi pubblici prestigiosi come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e il MACRO di Roma, nel Musée national des beaux arts d Québec, e nel Musée National de la Photographie, (Ottawa, Canada), Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa (Wellington).